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I migliori spot del Superbowl dal 1984 ad oggi

Indice

Ci sono momenti capaci di spostare l’attenzione di popolazioni intere. Eventi di portata tale da canalizzare l’interesse di milioni di persone contemporaneamente. 

 

Uno di questi è sicuramente il Super Bowl, la partita finale dell’NFL (la lega professionale di football americano) che ogni anno viene seguita religiosamente da un’importante fetta della popolazione statunitense.

 

Nel 2022  si stima che, negli USA, il 72% delle case dotate di televisore fosse sintonizzata sulla trasmissione del Super Bowl LVI (dati Nielsen).

 

Superbowl shakira jennifer lopez

 

In Italia questo evento è conosciuto principalmente per il suo famoso halftime show, vale a dire la pausa tra il primo e il secondo tempo della partita, che di anno in anno viene animata dalle performance musicali di alcuni degli artisti più famosi del mondo (Rolling Stones, Beyoncè, Madonna, Red Hot Chili Peppers, Stevie Wonder, Lady Gaga, Prince, Michael Jackson e Katy Perry – solo per nominarne alcuni).

 

GLI SPAZI PUBBLICITARI DEL SUPER BOWL

Ogni anno i brand fanno a gara per aggiudicarsi gli spazi pubblicitari di questo evento nazionale.

 

Per la partita di quest’anno, l’emittente Fox aveva raggiunto il sold out già a settembre, vendendo spot di 30 secondi all’incredibile cifra di 7 milioni di dollari. 

Per il Super Bowl del 2022, gli inserzionisti avevano pagato circa 6,5 milioni di dollari per spazi pubblicitari simili.

 

Non stupisce, dunque, che gli advertiser diano del proprio meglio per sfruttare questa occasione e che alcuni degli spot pubblicitari più famosi di sempre abbiano fatto il loro debutto proprio durante il Super Bowl. 

 

In attesa di scoprire quali sorprese ci riserveranno i brand durante la partita del 12 febbraio, ripercorriamo insieme alcuni dei momenti pubblicitari più significativi degli ultimi anni.

 

WHERE’S THE BEEF: IL GENIALE ATTACCO AI COMPETITOR DI WENDY’S 

 

In questo commercial della catena di fast food Wendy’s, tre anziane signore piuttosto confuse e indispettite si domandano, di fronte ad un panino evidentemente poco farcito, perché nel proprio hamburger manchi la carne (coniando così l’iconico slogan “Where’s the beef?”).

Interviene poi un voiceover che ricorda come gli hamburger di Wendy’s, al contrario dei Big Mac o dei Whopper, contengano sempre molta carne.

 

Uno spot semplice e sagace, che sfrutta l’opportunità di colpire direttamente i propri competitor per esaltare le caratteristiche del proprio prodotto – con eccellenti risultati: nel 1984 le vendite di Wendy’s aumentarono del 31%.

 

1984: LA CINEMATOGRAFIA DI APPLE 

Il 1984 è un anno dal forte valore simbolico-letterario. Quest’anno è, infatti, anche il titolo del romanzo distopico di George Orwell, che ritrae l’umanità controllata, attraverso la tecnologia, da un regime dittatoriale. 

 

 

“Il 24 gennaio Apple Computer rilascerà Macintosh. E vedrete perché il 1984 non sarà come “1984”.

 

Diretto da Ridley Scott e prodotto dall’agenzia Chiat/Day, il commercial sfrutta questa “coincidenza” temporale, per parlare dell’impatto della tecnologia Apple sulla vita umana e comunicare i valori dell’azienda in modo (a dir poco) cinematografico.

 

SOGNI INFRANTI: L’INSIGHT DI MONSTER.COM

Per creare questo spot, il motore di ricerca lavoro Monster.com decide di sfruttare con tagliente ironia un profondo insight, vero oggi come negli anni ‘90: nessuno di noi da piccolo sognava un posto di lavoro mediocre. 

 

Da grande voglio scalare la gerarchia dei quadri intermedi, 

essere sostituita per puro capriccio, […]

Voglio essere uno yes man, 

una yes woman, […]

Da grande voglio essere sottovalutato, 

essere pagata meno per fare lo stesso lavoro.

 

E tu cosa volevi essere?

 

Monster.com 

Esiste un lavoro migliore là fuori (tagline)

 

 

Nominato Ad of the Year da Ad Age, lo spot ha portato Monster.com a registrare un aumento medio di 1 milione di visitatori unici al mese, che sono passati dai 1,5 milioni pre-Super Bowl a ben 2,5 milioni per la restante parte del 1999.

 

YOU’RE NOT YOU WHEN YOU’RE HUNGRY: LA CREATIVITÀ DI SNICKERS

Quando hai fame, non sei te stesso”, la famosa tagline che nel 2014 darà vita ad una delle più famose campagne di influencer marketing, nasce pochi anni prima proprio in occasione del Superbowl. 

 

Nel 2010, infatti, Snickers assume la nota (e al tempo già anziana) attrice Betty White per interpretare il ruolo di un giovane ragazzo che per la fame non si sente davvero…se stesso.

 

 

LO SPOT CHE CAMBIA LE REGOLE DEL GIOCO: THE FORCE DI VOLKSWAGEN

Rilasciato cinque giorni prima dell’evento sportivo, questo geniale spot Volkswagen diventa il primo commercial ad essere diffuso in anticipo rispetto al Superbowl. 

Si trattava, infatti, di un’idea troppo bella per essere compressa nel breve spazio pubblicitario di 30 secondi già acquistato dalla casa automobilistica per la partita di quell’anno.

 

L’incredibile successo del rilascio anticipato di “The Force” porterà il mondo pubblicitario statunitense a trattare il Super Bowl non come un evento isolato, ma come il punto di appoggio perfetto per sviluppare campagne multicanale

 

 

LO HUMOUR AMBIENTALISTA DI KIA

Interpretato dall’attrice Melissa McCarthy, questo spot del 2017 è caratterizzato da uno humour quasi cartoonesco e mostra, in modo iperbolico, le molte difficoltà che si incontrano nel vivere una vita in difesa del nostro pianeta. 

 

Kia, però, ha la soluzione: perché “è difficile combattere come un eco-guerriero, ma è facile guidare come se lo fossi”.

 

 

CELEBRITY ENDORSEMENT: LE VOCI DI ALEXA

Includere le celebrity nei commercial può risultare spesso un affare complicato. La sfida principale è, infatti, quella di riuscire a sfruttare la popolarità delle star senza oscurare il brand e il prodotto pubblicizzato. 

 

Una sfida sicuramente vinta da Amazon, che nel 2018 decide di assoldare la rapper Cardi B, gli attori Rebel Wilson e Anthony Hopkins, lo chef Gordon Ramsay e lo stesso CEO Jeff Bezos per pubblicizzare l’assistente vocale Alexa. 

 

Con 50 milioni di visualizzazioni su YouTube solo nel 2018, il divertente spot si è aggiudicato quell’anno il primo posto tra gli ad visualizzati online.

 

 

LO STORYTELLING DI GOOGLE

Con questo commovente ad creato per il Super Bowl del 2020, Google ci dimostra ancora una volta il potere dello storytelling.

 

Lo spot dell’azienda, intitolato “Loretta“, è la storia vera di un anziano vedovo che ricorda sua moglie con l’aiuto di Google Assistant. Lo spot si apre con una dolorosa domanda, affidata come sempre alla barra del motore di ricerca: “come non dimenticare?

 

La storia della coppia è raccontata, poi, attraverso le foto e la voce dell’uomo, che commenta i suoi ricordi preferiti del tempo trascorso insieme alla sua amata.

 

 

FUORI DAL SUPER BOWL: IL MUSICAL SKITTLES 

Come abbiamo visto, uno spazio pubblicitario di soli 30 secondi durante il Superbowl può arrivare a costare ben 7 milioni di dollari, senza includere i costi di produzione dello spot.

Perché dunque, limitarsi a pochi secondi, quando con lo stesso budget si potrebbe mettere su una produzione a Broadway?

 

Skittles Commercial: The Broadway Musical” è proprio questo: uno show pubblicitario che prende in giro la pubblicità, una satira ricca di riferimenti pop e teatrali – tenutosi proprio la domenica del Superbowl nel teatro Town Hall di New York.

 

Con un audience di 1500 persone e biglietti fino a 200 dollari, lo stunt pubblicitario riuscì ad attirare moltissima attenzione sia dai media cartacei che televisivi.

 

 

IL SUPER BOWL 2023: QUALI SORPRESE CI ATTENDONO?

Ci aspetta sicuramente uno spettacolo interessante, a partire dalla performance dell’half time che quest’anno vedrà protagonista la cantante Rihanna.

 

Commenteremo insieme le strategie dei brand per il Super Bowl di quest’anno, perciò non dimenticarti di seguire Una storia copy anche su LinkedIn e TikTok!

 

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