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Come editare un testo: una guida alternativa al copy editing

Indice

Quando ci troviamo un testo davanti agli occhi, due sono gli scenari più comuni: sorvoliamo con lo sguardo e continuiamo a scrollare oppure iniziamo a leggere ma dopo due o tre righe ci stanchiamo e passiamo al contenuto successivo. 

 

La scrittura sul web non è semplice: a differenza di un libro, la “concorrenza” è a pochi click di distanza e mantenere alta l’attenzione del lettore è sempre più difficile.

 

Sempre più difficile, ma non impossibile. 

 

È qui che entra in gioco il copy editing: un testo scorrevole e ben curato, può fare la differenza.

 

Copy editing
La gioia del copywriter nel leggere un testo ben editato

 

Due premesse fondamentali, prima di cominciare. La prima è che l’editing presuppone un buon testo di partenza, vale a dire un testo il cui contenuto è stato progettato in modo strategico. Per dirlo in parole povere, il contenuto deve avere un valore per l’audience a cui è rivolto e comunicare un messaggio chiaro. 

 

Alcuni dei seguenti suggerimenti, inoltre, potrebbero essere utili anche per editare un racconto breve o un romanzo, ma editare narrativa include un mondo di conoscenze impossibili da condensare in un breve articolo come questo. 

 

Dunque, da dove partire? Come sempre nel copywriting, partiamo dalle domande. 

 

Perché editare un testo?

Se abbiamo un buon progetto e una strategia solida dietro la nostra produzione di contenuti testuali, la fase di editing potrebbe sembrarci quasi superflua. 

 

Eppure, è in questo momento, con il testo completo che scorre davanti ai nostri occhi, che possiamo fare un controllo di qualità più severo e, allo stesso tempo, effettuare modifiche fondamentali per la sua leggibilità.

 

Quindi, perché editiamo?

 

In primis, per controllare di aver risposto a tutte le domande poste in fase di brief. La più importante delle quali è: abbiamo comunicato in modo semplice e chiaro il messaggio stabilito? 

 

Se, invece, si tratta di un testo di carattere informativo e non strettamente commerciale, un buon criterio è quello delle famose 5W del giornalismo (What, When, Who, Why, Where).

 

Editiamo un testo anche per evitare di rallentarci inutilmente durante la scrittura. Molti scrittori o copywriter, infatti, preferiscono lasciare che i pensieri scorrano liberi sul foglio prima di mettere mano a particolari come punti, virgole, maiuscole etc. 

 

Questi sono importanti dettagli grammaticali che possiamo correggere in un secondo momento, grazie al supporto di correttori automatici, AI e (ovviamente) il nostro giudizio.

 

Ricordiamo, poi, che l’editing non è solo una questione di grammatica. 

 

Rileggendo il testo, potremmo accorgerci che, pur avendo risposto alle domande del brief e scritto un testo grammaticalmente corretto, abbiamo utilizzato dei termini o delle formazioni sintattiche poco in linea con il tono di voce scelto per quel contenuto. 

 

Siamo stati troppo formali? Abbiamo usato un linguaggio freddo e poco evocativo rispetto a quello richiesto? 

Questi sono solo alcuni esempi delle domande sul tone of voice che potrebbero sorgere in fase di editing. 

 

In sintesi, editiamo perché le cose da controllare sono molte e la prima stesura non è mai (o quasi mai) la migliore.

 

Copy editing

 

Come si edita un testo?

Il processo di editing può essere suddiviso in tre fasi: la riorganizzazione del contenuto, la revisione dei periodi e l’editing grammaticale. 

 

Riorganizzare il contenuto può prevedere un complesso intervento di ristrutturazione o, più semplicemente, l’eliminazione di una frase superflua. 

 

Non esiste una sola struttura applicabile ad ogni testo, non esiste una formula magica. 

 

Come in un racconto di narrativa, è possibile suddividere il testo in blocchi, che possiamo poi riorganizzare per rendere la lettura più coinvolgente. 

 

Un’idea può essere, ad esempio, quella di cominciare in medias res e poi riavvolgere il nastro per mostrare come si è arrivati a quel punto. 

 

Un’altra struttura spesso utilizzata per i bodycopy è quella circolare, che ci permette di raccogliere i pensieri in uno spazio definito e di dare un piacevole senso di completezza e “chiusura” al testo.

 

Dopo aver organizzato il testo, possiamo andare a tagliare e spezzettare

 

Togliamo tutti i periodi superflui, che non aggiungono informazioni utili o valore narrativo, spezziamo tutte le frasi troppo lunghe e assicuriamoci di aver inserito sempre tutti gli elementi fondamentali (soggetto, predicato, oggetto). 

 

Infine, dedichiamo un momento agli errori di battitura e ad una veloce revisione grammaticale (a nessuno piacciono i famosi “strafalcioni”).

 

Come editare un testo
Quando scopri di aver lasciato un errore di battitura nel testo

 

Come fare un buon editing?

Abbiamo speso lungo tempo e molte energie per progettare e scrivere un testo completo e accattivante. A questo punto la tentazione sarebbe quella di andarsi a prendere una cosa da bere e rilassarsi. 

 

Ed è esattamente quello che va fatto. Mettere distanza tra sé e il testo, in questo passaggio del processo creativo, è a dir poco fondamentale. Resettare il cervello, dunque, fare una passeggiata, un pisolino, qualche pulizia casalinga o, se proprio dobbiamo, spostare l’attenzione su un lavoro diverso. 

 

Dopo qualche ora (o qualche giorno), riprendiamo in mano il testo e cominciamo ad editare. 

Verifichiamo di aver seguito tutte le indicazioni del brief, di aver risposto adeguatamente alle domande che ci poneva e di aver comunicato il giusto messaggio. 

 

Poi controlliamo la struttura del testo, l’andamento dei periodi, la sonorità: come in un dipinto, prima tracciamo i contorni del soggetto e poi ne andiamo a definire i dettagli con strumenti di precisione. 

 

Rendilo semplice. Rendilo memorabile. Rendilo invitante da guardare. Rendilo divertente da leggere.”

-Leo Burnett

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